Sitemap, una bussola per Google

| Dario Barbon - Genius@Work | 03-12-2018

Conosci la canzone di Ligabue, “Una vita da mediano”, spero di sì.

Sicuramente quando l’ha scritta non pensava che qualcuno la citasse per identificare la sitemap, ma quale miglior esempio per definire qualcosa di molto utile a cui non si dà il giusto peso.

Come prima cosa definiamo cos’è una sitemap.

Un file XML ideato da Google nel lontano 2005 allo scopo di agevolare il motore di ricerca, fornendogli in maniera molto semplice non solo gli URL (indirizzi di una risorsa internet) presenti nel sito web, ma anche altre informazioni aggiuntive.

Informazioni sulle pagine ad esempio, sui video ed altri files. Ma anche la data dell’ultimo aggiornamento del sito web e la frequenza tipica delle modifiche.

Tutti questi elementi rendono più efficiente la scansione del sito da parte dei crawler (software che analizza in automatico i contenuti in rete) dei motori di ricerca soprattutto nei casi in cui il sito web sia:

  • Di dimensioni molto grandi. In questi casi ai crawler possono sfuggire alcune pagine, magari nuove o recentemente aggiornate.
  • Realizzato con pagine di archivio o non ben collegate, quindi non facilmente raggiungibili tramite link da altre pagine.
  • Nuovo, e non vi sono molti link esterni indirizzati al sito web in questione. Questo è un caso in cui Google potrebbe addirittura non trovare il tuo sito web o avere grosse difficoltà.
  • Visualizzato in Google news, abbia quindi al suo interno contenuti multimediali.

sitemap importante immagine

Ma attenzione, anche le sitemap sono soggette a dei vincoli.

Il primo, forse quello più importante, è lo stesso Google a comunicarcelo.

L’utilizzo della sitemap non garantisce che tutti gli elementi in essa elencati siano scansionati ed indicizzati. Perché queste procedure sono pianificate da algoritmi complessi, di cui naturalmente, non sappiamo molto.

La sitemap non può contenere più di 50.000 URL, che sembrano un’esagerazione, ma prova a pensare ad un e-commerce dove ogni articolo ha un suo URL.

Il vincolo che ritengo meno restrittivo è quello legato alla dimensione, che non può superare i 50MB. Essendo un file di testo direi che questo non è un grosso problema.

Ma Google, per rincuorarci e far capire che gradisce gli sia fornita la sitemap, ci comunica anche che la presenza di questo file all’interno del sito web, nella maggior parte dei casi costituisce un vantaggio e di sicuro nessun sito web verrà mai penalizzato per averne una.

E l’utente che visita il sito web che vantaggi può trarre nel consultare una sitemap?

A mio parere se di vantaggio si vuol parlare, lo si ha solo nei siti di grandi dimensioni, dove raggiungere la pagina che ci interessa non è così semplice o immediato perché richiede una navigazione lunga. In questo caso, un link presente nella home ad esempio, che rimandi ad una pagina sitemap chiara e ben strutturata, può essere di aiuto all’utente.

Come informazione aggiuntiva, che non sarà approfondita in questo articolo, voglio far presente che oltre alla sitemap descritta in precedenza, Google ha creato altri tipi di sitemap, nello specifico la mobile sitemap, la Google Geo sitemap e la Google Video sitemap.

sitemap mondo immagine

 

Adesso affronteremo un aspetto più tecnico, come creare una sitemap.

Per introdurre questo argomento vediamo nell’esempio seguente cosa c’è al suo interno:

sitemap file immagine

Vi sono più metodi per realizzarla te li elencherò di seguito:

  • Scrivendo il codice. Di sicuro la meno rapida ma probabilmente la più adatta per siti web di piccole dimensioni
  • Generazione automatica. Il requisito è utilizzare un CMS per la creazione del sito web, utilizzando plugin realizzati per questo scopo, avrai la tua sitemap senza grosse difficoltà.
  • Nel caso in cui il nostro sito non sia realizzato con un CMS, è possibile servirsi di software dedicati. Il mio consiglio in questo caso è di avvalersi di strumenti presenti online come ad esempio
    www.xml-sitemaps.com

E’ veramente facile da usare, una volta inserito l’URL del sito web, la frequenza di aggiornamento e un altro paio di opzioni, si potrà procedere con la generazione della sitemap e il successivo download del file.

E’ dove va ubicato questo file?

In questo caso nella cartella principale del dominio, comunemente chiamata root.

Operazioni concluse?

Eh no, è il momento di indicare la via al motore di ricerca.

Lo possiamo fare inserendo nel file Robots.txt, di cui parleremo in un altro articolo, questa stringa, basata sull’esempio visto in precedenza:

Sitemap: https://www.example.com/sitemap.xml

Oppure utilizzando Google Search Console è possibile indicare a Google il percorso in cui trovare il file sitemap.

Concludo ricordandoti quante volte il buon Google ti è stato d’aiuto nelle tue ricerche nel web, perché non ripagarlo facilitandogli il lavoro. Avrà sicuramente un occhio di riguardo per il tuo sito web.

 

 

Siamo a disposizione per qualsiasi info, non esitare a contattarci.

Visita la pagina del sito relativa al digital marketing troverai altre interessanti informazioni.

Dario Barbon

Genius@Work

 

 

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